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Capitolo 1
A mezzogiorno, il Giudice Giorgio Salemi arriva al Quirinale convocato dal Presidente della Repubblica. Mentre il Segretario Generale lo conduce nello studio privato del Presidente, Salemi si domanda cosa mai possa volere da lui la più alta carica istituzionale dello Stato con il quale non si incontrava più così spesso come ai bei tempi dell'entusiasmo partitico.
«Caro Giorgio – esclama il Presidente mentre gli va incontro per stringergli la mano – grazie per aver risposto con immediatezza alla mia chiamata… come stanno i tuoi?»
Seguirono i soliti convenevoli mentre lo invitava a sedersi vicino a lui.
Dopo una pausa prese fiato e riprese: «Andrea Alessandro si trova da ieri agli arresti. Per ora pochissimi sanno di questo ma il segreto non durerà a lungo. Voglio fare subito qualcosa…»
Salemi trasalì. «Il Capo del Governo agli arresti? Dove e ..perchè?»
«Alessandro è agli arresti nel nuovissimo, e per questo sconosciuto ai più, supercarcere ZZZ. L'accusa? Un tentativo di golpe…che prevedeva anche il mio arresto..»
Salemi balzò in piedi incredulo. «Ma… Alessandro aveva già in mano un enorme potere acquisito in modo costituzionale anche se molti lo definiscono un …Tiranno?»
Il presidente: «Gli accusatori dicono che, nonostante gli interventi già fatti negli ultimi anni dal suo Governo, la Costituzione, nonostante le significative modifiche già apportate, rallenta ancora troppo il raggiungimento degli obiettivi strategici alla base del suo programma elettorale ed è quindi necessario prendere delle scorciatoie a volte non previste dalla costituzione»
«E tu cosa ne pensi Presidente? Mi sembra di capire che non credi a questa accusa…»
«E ancora meno alla questione del mio arresto …fu proprio lui a chiedermi l'anno scorso di confermare il mio mandato per altri sette anni. No, non ci credo.» concluse deciso il Presidente.
Giorgio Salemi si risedette perplesso e restò in silenzio fino a quando il Presidente chiarì il motivo della convocazione.
«Con le Leggi Etiche del 2009 Alessandro ha scontentato, per usare un eufemismo, gran parte del mondo politico ed economico cresciuto per decenni come una piovra. Non mi è difficile pensare a un piano particolarmente accurato per incastrarlo e toglierlo di mezzo. D'altra parte, il potere da spesso alla testa e non vorrei che le accuse fossero vere… » dopo una lunga pausa proseguì «voglio che lo incontri segretamente domattina e lo interroghi a fondo in maniera non ufficiale per capire e accertare la verità prima che venga fatto qualsiasi passo ulteriore.»
«Presidente permettimi, per quale ragione non affidi l'incarico al giudice Carta, Presidente della Corte Suprema?»
«Caro Salemi, la Corte Suprema è stata voluta e creata dal Presidente Alessandro e anche la persona scelta per ricoprire il ruolo del presidente è stata selezionata da lui e dal suo Gruppo di Lavoro Ristretto»
«E…?»
« Ieri sera stesso, Alessandro, al quale avevo fatto giungere subito le mie intenzioni, attraverso il suo portavoce, mi ha fatto avere un messaggio nel quale si dichiarava d'accordo ma ha preteso che non fosse una persona a lui vicina ma uno di mia assoluta fiducia. Vuole evitare che, qualunque sia l'esito dell'interrogatorio, si possa pensare a un esito falsato dal conflitto d'interesse…»
«Già! Dimenticavo la quasi ossessione del Presidente Alessandro per le questioni etiche e la qualità totale…»
«E' però vero – riprese il Presidente -
«Sì però ha congelato il pregresso per un paio d'anni…»
«…e ridotto il numero di leggi, leggine, norme e articoli da oltre 120.000 a 12.000, annullato il patteggiamento e gli sconti di pena, sanzionato duramente più un terzo degli avvocati penalisti e la metà di quelli civilisti ma … il risultato è che finalmente la giustizia è veloce e ciò favorisce i deboli, non certamente i ricchi che speculavano su questa lentezza. Penso che chi per una pratica civile aspettava anche 10 anni, sarà stato lieto di aspettarne due per contribuire ad assicurare nel futuro, che oramai è oggi, uno svolgimento dei processi finalmente rapido. Senza contare che questo ritardo viene monetizzato e rimborsato equamente»
Salemi, non avendo particolare simpatia per Alessandro e non volendo lasciarsi influenzare in un modo o nell'altro, taglio cortò «Perché è stato arrestato esattamente e qual è il mio compito?»
«Pare che ci siano prove di Alto Tradimento, incontrerò tra poco il capo dei servizi segreti. Tu intanto interrogalo e fatti un'idea dei perché. Conto su di te. Se sarà necessario, rappresenterai l'accusa. Non sarai da solo. Ti affiancherò una giornalista indipendente di mia fiducia che integrerà le tue domande e riporterà per iscritto gli incontri. Ti aspetterà domattina alle 09:00 al carcere ZZZ.»
Salemi salutò il suo vecchio compagno di partito e, più perplesso che convinto, si avvio verso il parcheggio. Fuori un leggero vento di tramontana gli raffredda viso e mani ma un tiepido sole mitiga il clima dicembrino rendendo piacevole quel breve tragitto.
Da anni ormai gli inverni erano piuttosto miti a causa del cambiamento climatico. I ghiacciai si scioglievano dappertutto e la siccità aumentava di anno in anno. Se il Governo non avesse investito negli ultimi quattro anni 10 miliardi di euro per rifare i 50.000 km di acquedotti colabrodo che provocavano mediamente la dispersione del 42% delle risorse idriche, la situazione sarebbe stata insostenibile.
Entrato in macchina, Giorgio Salemi continuò a pensare al suo mandato.
Accidenti che caso! L'uomo più potente del paese incarcerato con un'accusa così infamante. Avviò il motore scuotendo la testa e tornando indietro nel tempo pensò a quando nel 2008 l'allora cinquantunenne Andrea Alessandro, manager di una multinazionale svizzera, aveva cominciato a tenere comizi durissimi contro la classe politica di allora supportato inizialmente da un movimento facente capo a un comico brillante e intelligente e da un altro movimento facente capo a un giornalista altrettanto brillante e intelligente. Nessuno sembrava dargli credito allora. Un'altra voce nel deserto…
Poi pian piano le piazze cominciarono a gremirsi e il piccolo movimento a pesare sempre di più. Con lui avevano simpatizzato artisti di fama nazionale, insegnanti, pensionati, giovani stanchi della violenza, manager che mal sopportavano la mancanza di etica delle proprie aziende, politicanti onesti e in genere tutte quelle persone che non capivano perché a causa, della delinquenza comune, avevano perso il piacere di passeggiare per strada o in un parco la sera.
Poi, un appuntamento settimanale in una rinomata e seguitissima TV privata alzò la sua popolarità e scosse quelle menti che da decenni venivano delusi da coloro che continuavano a votare più o meno fedelmente. Il Progetto Etiqual , come Alessandro e il suo Gruppo di Lavoro aveva battezzato il suo movimento partitico, cominciò a far tremare chi proprio etico ed efficiente sapeva di non essere e lavorò affinché la nuova legge elettorale che stava per essere approvata prevedesse di fatto la vittoria solo in presenza di una preferenza di almeno il 57% in modo da garantire al Paese un Governo forte e una legislazione senza sbalzi per almeno cinque anni.
Alle elezioni, che ebbero luogo nel 2009 per la caduta del governo in carica, il Progetto Etiqual raccolse inaspettatamente il 66% delle preferenze.
Capitolo 2
17 dicembre 2013, ore 09:00. Carcere di massima sicurezza di ZZZ.
Andrea Alessandro, il Tiranno, lo stava aspettando seduto al tavolo dell'interrogatorio. Salutò il giudice Salemi con un accenno di sorriso e un lieve inchino della testa. Salemi non rispose al saluto e mentre si sedeva di fronte al Tiranno recuperò dalla borsa di pelle ocra ricevuta in regalo dalla moglie un blocco note e alcuni ritagli di giornale